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LA TERAPIA DEL CAMMINO (un mio gruppo gamma - estremo e formidabile)

ITER NATURALIS ET MENS FLORENS

Terapia del Cammino   -   Mind & Life in the Walking
Qualità di vita e stile di vita richiamano l’utilità della pratica del Life Walking e indirizzano l’attenzione alla capacità di gestire lo stress per il pieno recupero del benessere psicofisico attraverso tale pratica sportiva. L’approccio integrato nel corso pone tali obiettivi al walker e ne stimola l’attuazione attraverso strategie e metodi a contatto con la natura.

 

CAMPO DI LAVORO E DI OSSERVAZIONE:

esperienze dirette ove lo sforzo fisico si integra nel gioco delle emozioni

AMBITO A

- SENTIERI E PERCORSI STORICO / NATURALISTICI.....a Fragneto Monforte - Nel Sannio Beneventano e in Campania

- IL CAMMINO DI SAN NICOLA     (il mio "gruppo gamma 2" - estremo e formidabile)

- LA VIA DEI CONVENTI

AMBITO B

- RIVIVERE EPOCHE ANTICHE E LUOGHI DI SEMPRE - FULL IMMERSION

- ESPERIENZE PRATICHE GUIDATE (EPG) a richiesta o su proposte dei gruppi Alfa - Beta - Gamma

Le persone, in generale, imparano molto di più dalle esperienze concrete che vivono, piuttosto che dalla lettura di una dispensa o dall’ascolto di un relatore. (HRD)

IL LEGAME CON LA NATURA

"....UN ALTRO APPROCCIO TEORICO si basa sull'osservazione che le persone traggono soddisfazione e significato nella vita sentendo di appartenere al mondo naturale. Su queste basi, si ipotizza che sentirsi emotivamente connesso alla natura sia un meccanismo importante che sottolinea gli effetti benefici della natura stessa. in una serie di esperimenti, Mayer, Frantz, Bruehlman-Senecal e Doller (2009) stabilirono che gli effetti positivi dell'esposizione alla natura sugli stati emotivi e sulla capacità di riflettere su problemi irrisolti della vita potevano essere spiegati attraverso un crescente legame con la natura. L'esposizione alla natura sembra potenziare anche le capacità attentive, ma questo non spiega i sentimenti positivi e l'abilità a riflettere dei partecipanti".

"Questi risultati forniscono alcune evidenze empiriche per iniziare a supporre che sperimentare la sensazione di appartenere al mondo naturale gioca un ruolo importante nelle esperienze ristorative ambientali, accanto a processi più automatici e inconsci..."

(Yannick Joye - Agnes E. Van Den Berg, Gli ambienti ristorativi - Manuale di Psicologia Ambientale e dei Comportamenti Ecologici - ed. FS - 2013)

sia per ambito A che per ambito B, gli interessati avranno esplicazioni dirette via email - fb - telefono...

esplicazioni gruppo GAMMA .02

 

PROGETTO NELL’AMBITO DELLA WALKING THERAPY

INDIRIZZATO ANCHE ALLE DINAMICHE DI GRUPPO IN AMBITO AZIENDALE
A CURA DI NINO CAPOBIANCO
PSICOLOGO CLINICO – THERAPY TRAINER - PSICOTERAPEUTA – APPROCCIO COGNITIVO - COMPORTAMENTALE
COADIUVAZIONE AL PROGETTO: in allestimento

Camminare non serve a tenersi in forma, ma a dare forma alla vita, a farle capire le proporzioni, è la modesta preghiera della vita… a fianco ad altri uomini e donne, camminando insieme e liberando cosi corpo e mente, riscopriamo tutta la nostra forza ed energia vitale, senza strappi al motore, andando sempre con il ritmo di un moto continuo, naturalmente efficiente, utilizzando tutto l’apparato fisico di cui disponiamo, distribuendo equamente gli sforzi, utilizzando al meglio la nostra meravigliosa macchina umana.
Il muscolo si tende e rilascia, puntella e spinge, ondeggia e timona, in un tutto armonico in cui la mente ritrova finalmente il suo spazio ed il suo tempo vitale per generare idee e soluzioni che fluttuano in modo sorprendentemente inatteso dentro di noi.

In questa sede la cosa importante è che ognuno possa riconoscere meglio le proprie potenzialità… né presumiamo che le persone entrino a pensarla come noi...

IL PERCORSO ESPERIENZIALE
Una volta acquisita la conoscenza del programma, viene proposta ed illustrata al partecipante, dallo psicologo trainer (PSIT), la possibilità di associare a tale pratica sportiva, un percorso esperienziale, ai fini di un benessere anche psichico oltre che fisico,  che si basa su presupposti scientifici ricavati dalla psicologia clinica e dalla neuropsicologia.
Il percorso base prevede, in fase di assessment, oltre gli indispensabili incontri preliminari e illustrativi, l’auto - somministrazione di questionari che registrano gli stati emozionali di partenza, offrono un obbiettivo monitoraggio riguardo alle abilità di base del soggetto, stimolano l’apprendimento di tecniche e strategie utili nelle esperienze di vita quotidiana, lavorativa ed esistenziale..........
La batteria di questionari* riguarderà, in primis, gli stati d’ansia (ansia di tratto e  ansia di stato) – le abilità di autocontrollo, gli elementi depressivi, eventuali difficoltà di ansia generalizzata o mini fobie, etc.; senza tralasciare eventuali problematiche psicologiche esposte dal partecipante, che nella specificità, potrà entrare in un gruppo costituito all’uopo (gruppo Alfa - gruppo Beta – gruppo Gamma).
Né tralasceremo, sperimentalmente, fenomeni depressivi, segnalati dal partecipante. A tal proposito segnaliamo l’opportunità di recupero dallo stato depressivo, proprio attraverso la proposta – stimolo del Mind & Life in the Walking.
Il walker entra successivamente e in sequenza, in veri e propri laboratori di Officine Cognitive, che lo informeranno in merito al Problem Solving, alla Decision Making, al Personal ed Interpersonal Problem Solving, alla Capacità Organizzativa Personale, alla Definizione e Raggiungimento di Obiettivi.   
Saranno proposte ed avviate tecniche di monitoraggio  e di feedback.
Col procedere del programma base del Mind & Life in the Walking, saranno illustrate tecniche di rilassamento differenziale, estrapolate dalle tecniche di rilassamento muscolare progressivo profondo di Jacobson.

OBIETTIVI
-  recupero e stabilità di un benessere psicofisico personale costante nel tempo
- associazione, da un punto di vista cognitivo, dell'impegno emotivo – decisionale nel walking e                generalizzazione nella vita quotidiana e/o lavorativa
-  conoscenza di tecniche utili, in prosieguo, a livello esistenziale
N.B.
Per motivi su esposti riguardo al presupposto di “scientificità”, relativamente all'approccio posto in essere e alle strategie di fondo, vengono escluse, al momento, tecniche tipo Reiki – meditazioni varie – tipologie di tecniche pseudo orientali – lo stesso training autogeno, dinamiche di gruppo, etc...saranno invece tenute in considerazione, all'occorrenza, alcune forme elementari di musicoterapia (passiva).
Al secondo livello, verrà chiesto al partecipante, espressa forma di collaborazione per il follow up.

LEGGENDO QUA E LA'

...in merito a problemi diabetici....
“Questo tipo di attività  fisica – spiega Salvatore Endrio Oleandri, direttore della Struttura (CN1) – è molto efficace nel controllo del diabete, del sovrappeso, dell’ipertensione arteriosa in associazione o meno con una terapia farmacologica, ma lo è altrettanto come mezzo di prevenzione in  quei soggetti potenzialmente a rischio per malattie cardiovascolari  o malattie metaboliche”.

per ulteriori informazioni visitare il gruppo FB: CAMMINO di SAN NICOLA - mobil 3396265107

Le motivazioni al “Cammino di San Nicola” (sintesi)

Considerazioni di Nino Capobianco
Le motivazioni al “Cammino di San Nicola” s'incrociano su diversi presupposti che vanno ad integrarsi debitamente nella risposta decisionale della singola persona, la quale, con le sue credenze, le sue ideologie, la sua filosofia di vita, va ad impegnarsi, in un percorso a piedi, che esprime in sintesi: il desiderio di conoscenza, la spinta religiosa, la risposta allo stimolo psicologico, lo spirito sportivo, la tendenza ancestrale al diretto contatto con la natura, la possibilità di contaminarsi e conoscere il territorio, sviluppando così una controtendenza costruttiva.
MOTIVAZIONE STORICA E RELIGIOSA
Per quanto attiene la motivazione strettamente religiosa, va innanzi tutto considerata la millenaria devozione al Santo di Bari, patrono di Fragneto Monforte, da parte del popolo fragnetano.
Il Centro Studi La Takkarata – Arti e Tradizioni Popolari, propone, su un'idea di Nino Capobianco ed il supporto tecnico di Roberto Pellino, la rivisitazione storica del pellegrinaggio a Bari, traendo spunto dal “Diario di Francesco Sorda (1833), descrizione di un pellegrinaggio da Fragneto Monforte a San Nicola di Bari e Monte Sant’Angelo”.
A pagina 149 leggiamo: “La devozione del Pellegrinaggio verso San Nicola e San Michele Arcangelo del Monte Gargano si praticavano nei tempi passati da poche persone di questo paese di Fragneto Monforte: posteriormente sino ai nostri tempi si era totalmente tralasciata in maniera che la sola tradizione vi era rimasta. Nell’anno 1829 si è vista di nuovo risorgere in persona di due soli compaesani Domenico Iadarola e Gabriele Capobianco, i quali si avviarono e poi via facendo si unirono ad altra Compagnia di Terra di Lavoro.

Nel 1830 si formò una compagnia di 23 persone dirette dal Priore sacerdote don Mario Iadarola; nel 1831 è don Giuseppe Verdura che accompagna un altro gruppo di devoti e nel 1832 sono 38 le persone che partecipano al pellegrinaggio….
Nel 1833…Continua a raccontare il Sorda: la mattina del tre dello stesso maggio, essendosi osservata l’aria tranquilla e serena (vi era stata abbondante pioggia nei giorni precedenti), si è fatto suonare la campana alle ore sette e mezza per la Santa unione in Chiesa, ove dopo ricevuta la S. Benedizione col Venerabile solennemente esposto, alle ore nove e mezza ha preso il camino la Compagnia composta di 28 individui (a Pescolamazza si aggiungono altre 4 persone)……
L’età è compresa fra i 30 ed i 60 anni, eccezion fatta per tre casi di giovani che hanno 15/16 anni e la piccola Concetta Capobianco di 6 anni (che viaggia col padre).
Il viaggio sino a Bari si svolge in 5 tappe (al ritorno, passando per Monte Sant’Angelo le tappe saranno 12 in totale)… Si deve presumere che il percorso si faccia piedi e parte con carretti, cavalli, muli e asini, considerando anche il trasporto dei viveri.
Commenta il Sorda il rientro a Fragneto:….

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